giovedì 25 ottobre 2012

OMAGGIO A "LULI"

Vi mostro alcuni lavori realizzati con i tenerissimi e splendidi schemi di Luli ...
   








mercoledì 13 giugno 2012

Ancora qualche piccolo oggetto

Desidero mostrarvi lavori con  schemi di" Parolin"

     Un piccolo oggetto, con una calamita, per appoggiare, senza perderli,spille, aghi ...                                                                                                                                                      

Una scatola porta aghi, bottoni...
Un sacchettino porta gioielli....


domenica 27 maggio 2012

La mia Chiesa: deludente e magnifica


Non credo che qualcuno possa rallegrarsi per quanto oggi sta accadendo nella Chiesa. Abbiamo tutti - credo - solo motivi per rattristarci, anche se, come accade in ogni famiglia, i rapporti di prossimità più stretti comportano sempre un grado di coinvolgimento personale molto più grande, per le gioie e per le sofferenze. Poiché da sempre ho considerato la comunità ecclesiale come la mia famiglia, cerco di essere sempre attento a non darle troppi dispiaceri e mi aspetto un analogo comportamento dai fratelli nella fede. So bene che la Chiesa non è primariamente una "comunità etica" e che quanti ne fanno parte non vi sono stati chiamati perché erano i migliori; ci mancherebbe altro! Gesù Cristo ha designato a guidare questa "comunità anomala" una persona che originariamente era davvero poco affidabile; che non ha esitato a mentire e tradirlo, per di più dopo essere stato messo sull'avviso. Scegliendo Pietro - ho sempre pensato - è come se Lui avesse voluto dirmi: nella comunità che io ho fondato c'è posto per tutti (anche se ad alcune condizioni), quindi anche per te!
L'appartenenza cristiana è figlia di una chiamata e di una risposta: una vita esemplare dovrebbe essere parte della risposta, non della chiamata. Il problema è che questa risposta qualche volta c'è e si vede, qualche altra volta - purtroppo - c'è ma non si vede. Fin qui potremmo ritenerci abbastanza soddisfatti. Il problema è che si danno almeno altre due possibilità che feriscono profondamente il nostro cuore: molte volte - soprattutto in passato - la risposta esemplare della vita non c'è e non si vede, qualche volta - soprattutto oggi - non c'è e si vede.
Queste due ipotesi ci portano a considerare la trasparenza come un passo avanti nella maturazione spirituale e istituzionale della Chiesa. È vero, in alcuni casi la trasparenza sembra non tanto voluta, quanto subìta dalle circostanze e dalla pressione dei media. La Chiesa che sogno è quella che non pone riparo alle proprie insufficienze perché vi è costretta dai giornalisti o dall'opinione pubblica o dalla legislazione internazionale. Sogno una Chiesa che arrivi a fare gesti coraggiosi e profetici almeno un minuto prima che la scienza, la cultura, il diritto o semplicemente il buon senso lo richiedano. Sogno una Chiesa che onori sempre, a ogni livello della sua vita straordinaria e ordinaria, il primato della comunione: non solo quando le ferite sono sanguinanti e siamo giustamente tutti chiamati a considerarle come nostre, ma anche quando si prendono decisioni importanti o ci si arrende facilmente alle adulazioni della mediocrità e del carrierismo mascherate di ortodossia.
Mi ha particolarmente colpito, in questi giorni, la riflessione - saggia, quindi rara -  di Giorgio Bernardelli (http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=870) il quale, chiedendosi quale sia veramente la "famiglia del Papa", invita tutti a non perdere l'occasione del prossimo incontro mondiale delle famiglie «per riscoprire che la Chiesa è una famiglia» e a imparare «che, come in famiglia, anche nella Chiesa non può esserci un noi e un loro». Forse la Chiesa può fare a meno di uno Ior, ma non di questa semplice verità.

Luigi Alici
Fonte:

martedì 1 maggio 2012

Storia di una tovaglia. Parte I



Tanto tempo fa avevo acquistato questa tovaglia,con scacchi di tela aida, ricamabili, bordati da stampe di frutta. Ho deciso di ricamarla con alcuni disegni presentati dalla rivista "Susanna"; ho rifinito il bordo della tovaglia e quello degli otto tovaglioli che la completano con una  piccola orlatura all'uncinetto.







Ecco i suoi tovaglioli...



(continua nel post sottostante...)

lunedì 30 aprile 2012

Storia di una tovaglia. Parte II



Ecco i ricami che hanno reso bella la mia tovaglia...


























Tanto bella che non l'ho tenuta per me ma è stato il dono di nozze, di mio marito e mio, insieme a due preziosi orecchini, per la nostra futura nuora Valentina.